Questa settimana, il Teatro Carani di Sassuolo offre un doppio appuntamento con Antonio Ligabue, pittore italiano tra i più importanti del XX secolo. Oltre allo spettacolo, tutto esaurito, “Un Bès – Antonio Ligabue” di Mario Perrotta in programma giovedì 18 aprile, i visitatori avranno l’opportunità, dal 18 al 20 aprile, di ammirare nel foyer un autoritratto originale dell’artista di Gualtieri, di cui si dispone per gentile concessione di Sergio Negri e del figlio Francesco, curatori dell’autenticazione e dell’archiviazione delle opere dell’artista.

“Abbiamo scelto di esporre l’autoritratto di Antonio Ligabue – commenta Federica Benedetti, curatrice del progetto – all’interno di un teatro in cui va in scena il racconto della biografia del pittore di cui ammiriamo l’opera, che dunque ha modo di prendere vita qui e ora grazie all’attore che le presta corpo e voce, riconciliando nel presente la frattura temporale che caratterizza questo genere artistico”.

L’autoritratto non è solo una questione di autorappresentazione, ma anche di ricezione dell’immagine da parte degli osservatori, collocandosi così in una zona di confine tra due dimensioni temporali: il passato in cui il pittore si è ritratto, il futuro in cui di quel ritratto si fruisce.

L’autoritratto implica una riflessione sulla propria identità e sulla sua restituzione a livello anche sociale, dinamica particolarmente significativa per artisti che si collocano ai margini dalla collettività, come è stato nel caso della tormentata vicenda umana di Antonio Ligabue.

Il confronto con un autoritratto sollecita poi interrogativi sulla pratica diffusissima, a tratti ossessiva, del selfie e dell’autopromozione della propria immagine. Che cosa vogliamo comunicare noi, spettatori e attori delle nostre vite virtuali, quando ci ritraiamo e condividiamo una certa versione di chi siamo?

È possibile ammirare il dipinto nel foyer del Teatro Carani di via Mazzini a Sassuolo giovedì 18 aprile dalle 15:30 alle 19:00, venerdì 19 dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:00, sabato 20 dalle 9:00 alle 13:00. L’ingresso è libero.

“C’è un parallelismo tra l’autoritratto e il personaggio di Perrotta – conclude la curatrice – il primo chiede di essere guardato, il secondo di essere ascoltato. L’attore dà voce al pittore di cui guardiamo il volto, riuscendo, con la sua performance, a costruire un rapporto empatico tra il pubblico del teatro e un artista la cui vita è stata per tanta parte sradicamento e solitudine”.

 

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito web www.teatrocarani.it