
Nel primo mese di attivazione del Piano freddo a Bologna sono state accolte 320 persone nelle strutture attivate. Si tratta per lo più di uomini, in prevalenza di cittadinanza straniera, con un’età media tra i 40 e i 55 anni. Ma sono in aumento sia le persone più anziane (65 anni) sia i giovani adulti (18-25 anni). E cresce anche la percentuale di donne intercettate in strada.
A tracciare il quadro sono i referenti di Asp Città di Bologna, ascoltati questa mattina in commissione Politiche sociali del Comune. “Registriamo un incremento di intercettazioni delle donne- conferma Annamaria Nicolini di Asp- siamo passati da un 15-18% al 20-23%, a causa sia del fenomeno socio-economico attuale sia della rete amicale e familiare che viene meno”. Asp e Comune di Bologna hanno inoltre attivato negli ultimi anni un percorso sperimentale ad hoc per donne senza fissa dimora vittime di violenza. Quanto all’incremento dei giovani tra gli ospiti delle strutture, aggiunge Nicolini, “questo interroga molto i nostri servizi, non solo su quello che accade a livello sociale, ma anche sui percorsi di legalizzazione dei migranti e rispetto al venire meno della rete familiare e amicale”. Si tratta peraltro di persone che “hanno bisogni diversi e richiedono servizi diversi” rispetto alla media delle persone senza fissa dimora. Il Piano freddo del Comune di Bologna è stato avviato il 15 dicembre, in vista della stagione invernale e prevede 160 posti straordinari in struttura oltre ai 486 già attivi per l’accoglienza ordinaria. Si tratta di 40 posti in più rispetto all’anno scorso, e 35 sono stati messi a disposizione dalle parrocchie. In questi ultimi giorni di temperature molto rigide in città, è stata anche ampliata la fascia di accoglienza (dalle 17 alle 12). In realtà però “è un piano non solo invernale- ci tiene a precisare l’assessora al Welfare di Palazzo D’Accursio, Matilde Madrid- è un piano straordinaria di allerta climatica, che a fisarmonica è pronto ad attivarsi anche per i picchi di calore in estate o in occasione di altri eventi climatici estremi”. Da quest’anno è stato peraltro riorganizzato il sistema di segnalazione di persone che vivono in strada da parte dei cittadini. In questo primo mese di Piano freddo sono state ricevute 119 segnalazioni, “ma molte riguardano persone già note ai servizi”. Per quanto riguarda le uscite in strada, sono state 327 le persone intercettate dai servizi a novembre, di cui il 56% era già noto ai servizi, mentre sono state 239 a dicembre (il 63% già conosciuto). Un calo legato proprio all’avvio delle strutture di accoglienza del Piano freddo, si precisa da Asp. In media, quindi, c’è un 40% di persone che vivono in strada a Bologna che arriva da fuori città. “Alcuni transitano e vanno altrove- precisa Nicolini- altri restano”. Novità di quest’anno è anche la sperimentazione di moduli abitativi in via Terracini, per un totale di 97 posti, in sostituzione del più classico dormitorio (una decina sono ancora liberi). “E’ stata una scelta per non utilizzare strutture fatiscenti- spiega Annalisa Faccini di Asp Città di Bologna- è una sperimentazione che ha molti punti di forza e alcuni di debolezza”. Il tema si intreccia con i fatti di cronaca degli ultimi giorni a Bologna.
“E’ evidente un netto miglioramento, che si traduce in concretezza- sottolinea la consigliera Pd Loretta Bittini- ed è molto diverso dalla narrazione odierna sull’industria dell’accoglienza”. La dem Mery De Martino aggiunge: “Se facessimo finta di non vedere queste fragilità, non sparirebbero ma sarebbero solo più difficili da gestire”. E Claudio Mazzanti (Pd) incalza: “Si sta facendo un grande lavoro di accoglienza, diamo un servizio importante in situazione di povertà crescente a livello nazionale”. Detjon Begaj, capogruppo di Coalizione Civica, dal canto suo sottolinea che “in questi giorni abbiamo letto di tutto, anche cose orribili. Ma è più facile fare propaganda e stigmatizzare che offrire servizi”. Per Siid Negash, della lista Lepore, “l’aumento dei giovani adulti è a causa del malfunzionamento delle leggi sull’immigrazione”. Soddisfatta Roberta Toschi, presidente della commissione ed esponente Pd, che ha richiesto l’udienza conoscitiva di oggi. “Avere un sistema stabile di accoglienza permette di fare progetti e anche sperimentare nuovi servizi- sottolinea- è un quadro che genera molto orgoglio”.
(San/ Dire)




