La cecità non è una patologia totalmente invalidante, non è un male oscuro che impedisce la realizzazione personale nella vita, negli affetti, nel lavoro, nello sport, nella musica. Solo se la conosciamo possiamo, tutti insieme, costruire una società più consapevole, giusta e inclusiva.
E’ questo il messaggio del progetto “Parliamone! Indispensabile per contribuire alla costruzione di una società più inclusiva è la conoscenza” che ha coinvolto circa 250 studenti di quattro classi di Scuola secondaria di primo grado (Dalla Chiesa, Manzoni, Aosta) e sei classi di Scuola secondaria di secondo grado di Reggio Emilia e provincia (Liceo Ariosto-Spallanzani, Liceo artistico Chierici, Convitto nazionale statale Rinaldo Corso di Correggio, Liceo paritario San Gregorio Magno di Sant’Ilario d’Enza). A loro, l’Istituto regionale “G. Garibaldi” per i Ciechi, ha chiesto di abbandonare ogni forma di pregiudizio per approcciare le persone minorate della vista in modo nuovo.
Dallo scorso ottobre a gennaio gli studenti sono stati coinvolti in attività di laboratorio e incontri a scuola e presso la sede dell’Istituto Garibaldi. Tutte le attività sono state progettate e realizzate dal personale esperto dell’Istituto reggiano, che ha ideato e realizzato il progetto in collaborazione con Eduiren, grazie al sostegno di Iren. Iniziative volte a sensibilizzare i giovani sulla disabilità visiva e sulle fragilità in senso ampio, che hanno alternato parti teoriche ad esperienze pratiche: dall’approfondimento sulle cause della disabilità visiva, alla conoscenza del codice Braille e dei materiali didattici adattati, allo svolgimento di alcune attività in deprivazione visiva, alla formulazione di riflessioni personali sul reale concetto di inclusione.
Gli studenti che hanno partecipato al progetto si sono ritrovati oggi al Teatro Cavallerizza a Reggio Emilia per un grande evento conclusivo condotto dall’attrice e progettista culturale Laura Pazzaglia, con il coordinamento artistico della regista e performer del Gruppo d’arte MA-LA’ pro, Maria A. Listur.
Dal palco sono stati invitati a raccontare le loro esperienze di vita e di lavoro Carlotta Gilli, campionessa paralimpica di nuoto, Oney Tapia, atleta paralimpico vincitore della medaglia d’oro alle Paralimpiadi 2024 di Parigi, l’artista e scultore Felice Tagliaferri, accompagnato dal suo cane guida Freedom, Marco Andriano, content creator e divulgatore, Omar Ecbarbi, ex utente dell’Istituto oggi studente universitario e viaggiatore, Gabriele Capponi, ideatore di Frega project. Ognuno con la propria storia, gli obiettivi raggiunti e tanta voglia di fare per continuare a superare ogni limite. Con loro gli studenti hanno potuto confrontarsi e raccontarsi le reciproche esperienze. La mattinata si è conclusa con un djset di Blind date (Mattia Devoti) che ha fatto scatenare studenti e insegnanti. A ricordo della giornata agli studenti è stato donato un portachiavi Pop It a 6 bolli (con rimando alla cella Braille) per esercitarsi nella scrittura dell’alfabeto usato nella disabilità visiva.
L’evento, che ha ottenuto il patrocinio di Comune e Provincia di Reggio Emilia, è stato introdotto dai saluti istituzionali di Stefano Tortini, presidente dell’Istituto regionale per i Ciechi “Giuseppe Garibaldi”, accompagnato dalla sua fedele labrador Henna, Fiorenza Genovese, responsabile progetti speciali Eduiren-Gruppo Iren, Alessio Mammi, assessore a Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia-Romagna, Marwa Mahmoud, assessore alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia, e Daniele Cottafavi, dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale di Reggio Emilia. Francesca Bedogni, vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia con delega a Scuola e Formazione, non è potuta intervenire a causa di un improvviso grave lutto familiare, ma ha voluto lo stesso lasciare un suo messaggio.
DICHIARAZIONI
Stefano Tortini, presidente dell’Istituto regionale per i Ciechi “Giuseppe Garibaldi”
“È facile e rassicurante seguire i luoghi comuni – spiega Stefano Tortini, presidente dell’Istituto regionale per i Ciechi “Giuseppe Garibaldi” – noi, con questo progetto, abbiamo chiesto a vedenti e non vedenti di cambiare la prospettiva e di lasciarsi guidare dai racconti dei nostri ospiti che, che pur avendo disabilità visive differenti, alcuni dalla nascita e altri acquisita, hanno inseguito i loro sogni e sono riusciti a realizzare i loro obiettivi. Mercoledì, infatti, ognuno di loro svelerà piccole e grandi strategie che li ha portati al successo grazie alle quali hanno superato ostacoli dovuti non tanto e non solo alla cecità, quanto al pregiudizio e alla non conoscenza”.
Fiorenza Genovese, responsabile progetti speciali Eduiren – Gruppo Iren
“La conoscenza non è indispensabile solo per costruire una società più inclusiva, ma è necessaria anche per costruire una società più sostenibile. Per questo ci è sembrato da subito importante sostenere, come Iren, il progetto Parliamone e collaborare con l’Istituto Garibaldi, proponendo nuovi contenuti e nuovi luoghi dove sperimentare questo percorso virtuoso. La Centrale Idrica di Reggio Est sarà per noi un laboratorio per rendere più inclusivo ed accogliente la visita in un impianto industriale. Le prime sperimentazioni hanno dato risultati interessanti e per chi ha partecipato davvero emozionanti”.
Alessio Mammi, assessore a Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia-Romagna
“Progetti come quello che viene illustrato oggi sono la dimostrazione concreta che l’inclusione nasce dalla conoscenza e dal confronto diretto, soprattutto tra i più giovani. Come Regione Emilia-Romagna crediamo fortemente nei percorsi educativi capaci di abbattere barriere culturali e valorizzare il talento di ogni persona, oltre ogni fragilità. Siamo convinti infatti che ogni risorsa pubblica investita, così come le tante ore spese dai volontari e dagli operatori, in iniziative come “Parliamone!” permettano di realizzare comunità più giuste, coese e attente ai diritti di tutti. Un ringraziamento particolare al presidente dell’istituto Stefano Tortini, e a tutti i suoi collaboratori per il grande lavoro svolto ogni giorno e per aver realizzato questo progetto che oggi viene presentato”.
Marwa Mahmoud, assessore alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia
“Questa iniziativa ha rappresentato l’opportunità per i ragazzi e le ragazze coinvolti di mettersi nei panni degli altri, di fare uno sforzo di empatia, di ascoltare e condividere il racconto di coloro che vivono nella quotidianità delle barriere anche mentali, dovute a pregiudizi verso le persone con disabilità. Voglio ringraziare l’Istituto regionale Garibaldi, che siamo molto orgogliosi di avere a Reggio Emilia, e Iren per il supporto e la condivisione del progetto educativo. Un ringraziamento speciale va anche a tutta la Comunità educante, docenti, educatori e collaboratori, oltre a tutti i ragazzi che oggi hanno partecipato a questa bella giornata”.
Daniele Cottafavi, dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale di Reggio Emilia
“Mettersi “nei panni” dell’altro è fondamentale per riconoscere le risorse e le specificità che ogni persona ha e può mettere in gioco. Ascoltare i racconti di persone che concretamente hanno saputo affrontare e superare le difficoltà è un’opportunità per contrastare, anche attraverso la conoscenza, i pregiudizi e sviluppare sensibilità e apertura alla diversità come risorsa”.
Francesca Bedogni, vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia con delega a Scuola e Formazione
“Questa è un’iniziativa di grande valore per tante ragioni, ma vorrei sottolinearne una in particolare: ci abitua a metterci nei panni degli altri. Le esperienze che proponete ai ragazzi offrono loro la possibilità concreta di toccare con mano la quotidianità delle persone con disabilità visiva, superando stereotipi e paure attraverso la conoscenza diretta. È così che si costruisce una cultura dell’inclusione: non con parole astratte, ma con esperienze vissute, con il confronto e con l’ascolto. Questo incontro si inserisce pienamente nel percorso di una comunità educante ampia, che tiene insieme scuole, istituzioni e famiglie, ma anche uno sguardo più largo sulle dinamiche di inclusione e di coesione sociale delle nostre comunità. È in questa alleanza che possiamo accompagnare i ragazzi a diventare cittadini più consapevoli e responsabili”.
Istituto Regionale “Giuseppe Garibaldi” per i Ciechi – breve profilo
L’Istituto regionale “G. Garibaldi” per i Ciechi è una istituzione educativa che dal 1883 opera a favore dell’educazione e dell’integrazione di bambini e ragazzi minorati della vista. Nell’ambito delle proprie finalità istituzionali ha lo scopo di armonizzare il potenziale residuo dei disabili visivi e di favorire la loro piena integrazione scolastica e sociale. Tutte le attività messe a disposizione degli utenti sono completamente gratuite e sostenute solo in parte da rimborsi spese previsti dalle convenzioni con le Asl. L’Ente non percepisce, infatti, altre forme di finanziamento. Ulteriori risorse derivano dalla oculata gestione del patrimonio immobiliare di proprietà dell’Ente, tuttavia insufficienti per consentire un’adeguata espansione del servizio nonostante le numerose richieste. Le complessità diagnostiche, in cui la minorazione visiva è concomitante ad altre fragilità, sono purtroppo in costante aumento. Ad oggi gli utenti in carico all’Istituto sono 91 di cui 17 di età compresa fra 0/6 anni; 33 di età fra 7/13 anni e 41 di età tra 14/18 anni, a cui sono dedicati specifici progetti individuali, alla cui realizzazione concorrono 8 impiegati e 7 professionisti i quali operano in stretta sinergia con le famiglie. L’Istituto offre diverse attività: consulenza tiflopedagogica, Biblioteca “Giulio Turchetti”, consulenza Tiflopedagogica e Tattiloteca, formazione e aggiornamento, progetti con istituzioni ed enti nazionali, attività di laboratorio. L’Ente sostiene il diritto alla piena integrazione e alla formazione degli alunni minorati della vista, supportando le famiglie e gli operatori con attività dedicate e specifiche e organizza eventi e iniziative al fine di sensibilizzare ed educare alla diversità la Comunità.



