L’Associazione Amici di Fiorano, nel suo impegno per favorire cultura, partecipazione e consapevolezza civica della comunità, con il patrocinio della Città di Fiorano Modenese, ha organizzato il convegno ‘Lavoro, imprese e intelligenza artificiale’, una riflessione su innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro e tutela dei lavoratori nell’era dell’intelligenza artificiale.
Il convegno si è svolto sabato 18 aprile 2026 al Castello di Spezzano, con la partecipazione di Cesare Damiano, Presidente Associazione Lavoro&Welfare e già Ministro del Lavoro; di Daniele Dieci, della Segreteria Confederale CGIL Emilia-Romagna; di Pietro Conte, Responsabile Area Lavoro Confindustria Ceramica e Chiara Ciccia Romito, PhD, Consulente Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro In Italia, con la moderazione del giornalista Marco Fiori, amministratore delegato di Intono e Hype Farm, agenzie di comunicazione di proprietà di Acimac e Ucima.
Numerosi i temi affrontati e numerosi anche i punti perché se l’intelligenza artificiale è già presente, sono futuri le sue conseguenze e il suo impatto.
L’intelligenza artificiale segna sicuramente una rottura, un cambiamento di paradigma anche se non abbiamo ancora l’esatta consapevolezza di quale sarà effettivamente l’impatto sul mondo del lavoro. Comporterà una riduzione dell’occupazione o invece un aumento per le nuove professionalità che l’intelligenza artificiale richiede? Quale sarà la sua influenza in Italia e in Europa tenendo conto del calo significativo di popolazione attiva? Ma soprattutto l’uomo rimarrà al centro o l’intelligenza artificiale gradualmente si muoverà in totale autonomia, come in ‘Odissea 2001 nello spazio’ quando nello spazio aveva preso il sopravvento? L’intelligenza artificiale aiuterà o si sostituirà all’uomo?
Pessimisti od ottimisti, comunque la società deve fare i conti con l’intelligenza artificiale.
In Italia, come ha mostrato un’indagine di Confindustria, solo l’11,5% delle imprese associate, soprattutto nel settore dei servizi e da parte di grandi gruppi, ha adottato e sperimenta l’IA, mentre un altro 37% ne sta valutando l’introduzione. Finora non sta significativamente eliminando posti di lavoro, perché solo il 2,2% delle imprese li ha ridotti ed è piuttosto vista come supporto alla funzione umana.
Le piccole e medie imprese hanno più difficoltà ad introdurre l’IA perché dovrebbero investire ma non hanno sufficienti risorse per farlo, per promuovere l’adeguata formazione e potenziare la sicurezza informatica, con il rischio di perdere in competitività.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta modificando in profondità la società, l’economia e il mondo del lavoro. Le trasformazioni in atto richiedono nuovi dialoghi e strategie condivise tra istituzioni, imprese, lavoratori e cittadini.
In Emilia-Romagna c’è una riduzione di 40.000 occupati nel manifatturiero che vengono assorbiti dal settore dei servizi; il 75% dei nuovi contratti sono precari o a termine; le malattie professionali continuano a crescere. L’intelligenza artificiale rappresenta una opportunità perché già oggi produce lavoro, imprese, strutture, ma occorre costruire nuovi processi lavorativi e di formazione dei lavoratori.




