Castelnovo Monti: falso incontro con Achille Lauro costa 10.000 euro ad una fedele dei fanUna stretta di mano, uno scatto ricordo, l’emozione di un incontro ravvicinato con il proprio idolo: un sogno che si è rapidamente trasformato in un incubo per una cittadina reggiana, caduta vittima di un astuto raggiro di “celebrity impersonation”.

Il caso, risolto dai Carabinieri della Stazione di Castelnovo né Monti, mette in evidenza i rischi celati dietro profili social apparentemente affidabili e le sempre più insidiose strategie delle frodi online, capaci di fare leva sulle emozioni e sulla buona fede dei fan. A conclusione delle indagini, i Carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia un uomo di 45 anni residente a Reggio Emilia e una donna di 30 residente a Novellara con l’accusa di concorso in truffa. Gli accertamenti sul caso, ancora nella fase preliminare, proseguiranno per ulteriori indagini volte a valutare la possibilità di procedere con l’azione penale.

Le investigazioni hanno avuto origine nell’agosto 2025, quando la vittima ha denunciato di essere stata agganciata su TikTok da un presunto profilo ufficiale del cantante Achille Lauro. Con scambi giornalieri di messaggi (circa quattro o cinque al giorno), il truffatore è riuscito a ottenere il numero di cellulare della donna, spostando successivamente la conversazione su WhatsApp tramite un recapito con prefisso estero. Da è entrato in scena un sedicente “manager” dellartista che, con abili ingannevole, ha convinto la vittima a pagare 10.000 euro come condizione imprescindibile per incontrare il cantante di persona.

Dopo che alcune transazioni verso conti italiani erano state bloccate dai sistemi anti-frode, i malfattori hanno fornito un IBAN lituano. Ingannata dalla credibilità del raggiro, la donna ha effettuato due bonifici tra il 21 e il 22 agosto per l‘intero importo richiesto. Solo quando è stata avanzata una successiva richiesta per ulteriori 45.000 dollari, la vittima ha realizzato la frode e si è rivolta alle autori. Avviate le indagini, i Carabinieri hanno ricostruito meticolosamente i movimenti finanziari della somma truffata. Sebbene i fondi fossero inizialmente versati su un conto bancario lituano, grazie a sofisticati accertamenti tecnici è stato scoperto che venivano successivamente trasferiti su conti in Italia. Lo studio dei flussi bancari e delle transazioni POS ha consentito di risalire al percorso completo del denaro. La somma rubata confluiva infatti in un conto presso le Poste Italiane, poi utilizzato per operazioni quali prelievi in contanti presso sportelli locali e acquisti in supermercati, distributori di carburante ed esercizi commerciali della zona di Reggio Emilia.

Dopo mesi di indagini, nell’aprile 2026 gli inquirenti sono riusciti a identificare i principali responsabili: l’uomo residente a Reggio Emilia si è rivelato l’intestatario del conto lituano dove erano stati inviati i fondi iniziali; mentre la donna residente a Novellara risultava titolare della carta di debito impiegata per gestire il denaro trafugato nelle spese quotidiane. Durante una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato documentazione bancaria che collega direttamente i sospettati alle operazioni fraudolente. Entrambi sono stati denunciati alla Procura di Reggio Emilia per concorso in truffa, sulla base delle prove raccolte durante le investigazioni.

Questo caso evidenzia ancora una volta quanto sia cruciale prestare attenzione alla gestione dei dati personali e degli strumenti finanziari online. I Carabinieri reggiani hanno ribadito l’importanza di non condividere mai informazioni sensibili e di diffidare dalle richieste economiche provenienti da contatti instaurati sui social network. Vale anche la pena ricordare che i canali ufficiali degli artisti non richiedono mai pagamenti per organizzare incontri privati o altre attività analoghe.