
A pochi mesi dalla nascita della rete dei BioHubs, Clust-ER Health ha fatto il punto, in Regione, con il vicepresidente, Vincenzo Colla, e il presidente e il direttore del Clust-ER Health, Paolo Bonaretti e Sauro Vicini. Un primo bilancio sullo sviluppo e sul consolidamento della rete, il cui obiettivo – grazie a competenze trasversali di Tecnopoli, Università, Centri di ricerca – è accelerare la trasformazione delle conoscenze scientifiche in soluzioni applicate, prototipi, servizi per le imprese e opportunità di collaborazione con partner internazionali.
“I BioHubs, la cui collaborazione è stata favorita dal Pr Fesr 2021-2027 attraverso il ‘bando Inter Clust-ER’, rappresentano un passo fondamentale per lo sviluppo dell’innovazione biomedicale in Emilia-Romagna- afferma il vicepresidente Colla-. Il nostro obiettivo è creare un ecosistema strategico che colleghi competenze, infrastrutture e tecnologie, accompagnando farmaci, terapie e dispositivi dal laboratorio al letto del paziente. Questo ci permetterà di ridurre tempi e costi di trasferimento tecnologico, garantendo la piena conformità ai requisiti regolatori internazionali. Ringrazio Clust-ER Health e i partner coinvolti per il loro impegno. Siamo convinti che i BioHubs, la cui nassaranno un motore di crescita e di sviluppo per la nostra regione, migliorando la salute e il benessere delle cittadine e dei cittadini”.
“Il nostro contributo – sintetizza Bonaretti – si misura nella capacità di tradurre idee e competenze in soluzioni per la salute dei cittadini, per il miglioramento della qualità della loro vita. Per fare prevenzione su fronti come la malattia oncologica, le malattie rare o neurodegenerative, in aumento, che richiedono oggi velocità di diagnosi e medicina di precisione, un passo oltre quella personalizzata”.
I BioHubs operano come piattaforme integrate per lo sviluppo e la produzione di tecnologie biomediche avanzate: dai dispositivi bioelettronici di nuova generazione — testati anche in contesti spaziali, dove le condizioni estreme consentono di generare dati ad alto valore per la ricerca clinica — ai radiofarmaci, fino alle applicazioni di intelligenza artificiale in ambito sanitario. Il modello si basa sulla creazione di infrastrutture in grado di coprire l’intera filiera dell’innovazione biomedicale, accompagnando farmaci, terapie e dispositivi lungo tutto il ciclo di sviluppo, dal laboratorio al letto del paziente. Questo approccio ‘end-to-end’ consente di ridurre tempi e costi di trasferimento tecnologico, garantendo al contempo la piena conformità ai requisiti regolatori internazionali necessari per l’autorizzazione all’immissione sul mercato. Si inserisce, inoltre, nel quadro del programma europeo Step (Strategic Technologies for Europe Platform), rafforzando il posizionamento competitivo del sistema regionale nelle tecnologie strategiche. Le ricadute attese si misurano non solo in termini di avanzamento tecnologico, ma anche di impatto economico — attrazione di investimenti, sviluppo industriale e occupazione qualificata — e sociale, attraverso il miglioramento dell’accesso a cure innovative.
“Siamo molto soddisfatti – dichiara Vicini- perché siamo riusciti a mettere in rete realtà territoriali eccellenti, attive nell’ambito delle biotecnologie, priorità strategica dell’Europa e riconosciute in ambito internazionale, che lavorano con team multidisciplinari, nel rispetto del programma europeo, che orienta l’uso dei fondi Ue con l’obiettivo di rafforzare la competitività e l’autonomia dei singoli Paesi, rafforzando al contempo la cosiddetta catena del valore, con attività che trasformano le idee in un prodotto/servizio”.
Clust-ER Health, per sviluppare la rete dei BioHubs (biohubs.it), punta sulla valorizzazione di centri di ricerca già attivi, a partire dai Tecnopoli. In quanto ecosistemi strategici che collegano competenze, infrastrutture e tecnologie, I BioHubs coinvolgono, come coordinatori piuttosto che partner, i Tecnopoli di Modena, Mirandola, Ozzano, Fondazione Its, Fondazione Iret, il Cnr- Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati e area territoriale di ricerca di bologna, le Università di Modena e Reggio Emilia, di Parma, l’Istituto Romagnolo per Studio dei Tumori “Dino Amadori” Irst Irccs, il Centro per l’AI di Unimore e Ircss Policlinico di Sant’Orsola. Le sedi sono Bologna, Modena, Mirandola, Meldola, Ozzano Emilia e Parma.
I BioHubs, presentati da Paola Bello, project Manager Clust-ER Health, sono: Medtech Hub, Translational Hub, Biospac- Er Hub, Biohub on Ai for Medicine, Theranostic Hub e Biofood-Hub.




