
Bologna si promuove a livello internazionale come modello di welfare, urbanistica inclusiva e vicinanza alle fragilità, ma la realtà dei fatti racconta una storia diversa. Il M.E.D.A. (Movimento Europeo Diversamente Abili), nella persona del suo Segretario Nazionale Massimo Nigro, esprime profonda indignazione di fronte al rifiuto formale ricevuto dall’Amministrazione comunale in merito alle celebrazioni per la Giornata Mondiale della SLA, prevista per il prossimo 21 giugno.
Il Movimento aveva avanzato una richiesta ufficiale per illuminare una piazza o un monumento simbolo della città, un gesto dal forte valore simbolico per sensibilizzare la cittadinanza su una patologia drammatica che colpisce duramente i malati e le loro famiglie. La risposta del Comune di Bologna, giunta tramite PEC, ha tuttavia gelato le aspettative dell’associazione: l’adesione all’iniziativa è stata dichiarata impossibile a causa della concomitanza con la rassegna del cinema all’aperto.
“È inaccettabile che una città che si vanta di progetti come ‘Bologna Città Amica’ e che si candida a punto di riferimento europeo per l’inclusione non riesca a trovare uno spazio, un solo monumento o un vicolo da illuminare per una causa così importante”, dichiara duramente il Segretario Nazionale M.E.D.A., Massimo Nigro. “La cultura e l’intrattenimento sono importanti, ma non possono oscurare il dramma di chi soffre. Negare un segno di solidarietà a chi lotta contro la SLA è una scelta che lascia sbigottiti”.
Di fronte a questo diniego, il M.E.D.A. lancia una provocazione concreta all’Amministrazione guidata dal Sindaco:
“Se tutte le piazze e i monumenti sono considerati indisponibili a causa del cinema, chiediamo un gesto di reale sensibilità: si accenda l’ufficio del Sindaco per tutta la giornata del 21 giugno. Se la burocrazia e gli eventi estivi impediscono di illuminare la città, che sia il cuore del palazzo comunale a dare un segnale di vicinanza e a dimostrare che Bologna non vuole dimenticare chi soffre”, conclude Nigro.
Il Movimento Europeo Diversamente Abili auspica un ripensamento da parte del Comune di Bologna, affinché la proclamata attenzione al welfare e ai diritti non rimanga soltanto una strategia di posizionamento europeo, ma si traduca in azioni concrete di rispetto e sensibilità.



