
L’associazione è stata costretta ad interrompere il rapporto di lavoro per garantire quella trasparente e corretta attività sindacale che ha sempre contraddistinto l’impegno di funzionari e dirigenti dell’associazione.
E’ dunque ridicolo prima ancora che pretestuoso associare opinioni espresse in passato dal dipendente a proposito delle infiltrazioni della criminalità organizzata sul nostro territorio con l’interruzione del rapporto di lavoro. Giova solo ricordare la ripetuta presenza sulla stampa di Confesercenti, oltre ai numerosi convegni ai quali hanno partecipato centinaia di imprenditori per denunciare i rischi delle infiltrazioni mafiose. Un lavoro costante, sostenuto anche quando le massime cariche elettive della nostra provincia in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza hanno stigmatizzato le posizioni di Confesercenti.
Proprio in virtù di queste ragioni, dopo aver espresso prontamente la solidarietà dell’associazione ad Alberto Crepaldi, siamo i primi a sollecitare gli organi inquirenti ad una rapida conclusione delle indagini al fine di fare assoluta chiarezza sulle intimidazioni a lui indirizzate.




