
Gli imputati erano i 3 dirigenti nazionali delle Ferrovie dello Stato e sette dirigenti locali. Il punto chiave per l’assoluzione del gup è che “i criteri di priorità per l’installazione del dispositivo tecnologico Scmt sono stati del tutto razionali”.
Il sistema Scmt è quello che fa frenare automaticamente i treni. Sulla Bologna-Verona non c’era, è stato installato dopo. La dirigenza di Ferrovie dello Stato aveva predisposto un piano di installazione su tutta la rete nazionale, facendo una graduatoria delle linee più importanti e trafficate. Per questo sulla Verona-Bologna ancora non c’era.
I periti del pm Enrico Cieri hanno stabilito che quel piano fu approntato in modo razionale e il gup si è attenuto a quella valutazione. “La linea Bologna-Verona – scrive il gup nelle 62 pagine della sentenza – presentava condizioni di traffico lontane dalla capacità e non aveva generato incidenti nei moltissimi anni di esercizio sostanzialmente identico a quello in cui era avvenuto il sinistro”.




