
E’ dei giorni scorsi la decisione dell’amministrazione provinciale bolognese di aumentare l’imposta sulle polizze assicurative auto. Il decreto sul fisco regionale, infatti, da facoltà alle Provincie di aumentare l’aliquota dal 12,50% fino ad un massimo del 16%. La Provincia di Bologna ha deliberato di utilizzare interamente l’aumento, con un aumento secco quindi del 3,50%.
L’amministrazione provinciale di Bologna non è l’unica ad aver seguito questa strada: altre province hanno fatto lo stesso, da Cremona a Belluno, da Novara a Chieti, a Como. Per lo SNA (Sindacato nazionale agenti di assicurazione) provinciale e per ASCOM Confcommercio Bologna il problema è che nel nostro territorio, come è noto, i premi assicurativi per le polizze auto sono i più alti d’Italia: qui più che altrove l’aumento appare come un balzello inopportuno e iniquo, che colpisce tutti gli automobilisti indiscriminatamente e penalizza quanti devono usare la macchina per lavoro o – anche e spesso per l’inefficienza ed il costo del trasporto pubblico – sono costretti ad usare più di un veicolo per famiglia, moltiplicando così l’effetto tassazione.
“Anche noi agenti – tiene a precisare il Dott. Vincenzo Cirasola, presidente dello SNA (il Sindacato nazionale agenti di assicurazione) bolognese – abbiamo ‘subito’ questa decisione: non c’è stata informazione da parte della Provincia e tantomeno consultazione o concertazione con il nostro sindacato provinciale”.
SNA ed ASCOM prendono quindi le distanza dal provvedimento:”Siamo fortemente critici verso una decisione – sottolinea Cirasola – che produrrà aumenti di prezzo ingiustificati per il consumatore. Aumenti che né gli agenti, né le compagnie assicurative hanno voluto o avallato e che, nondimeno, metteranno le nostre agenzie in difficoltà nei confronti della clientela, in un momento delicato per i consumi e per le famiglie”.
Purtroppo l’aumento dell’imposta si aggiunge alla possibilità di crescita dell’IPT (Imposta provinciale di trascrizione) Provinciale e ai possibili rincari delle tariffe RCA. Mentre il settore assicurativo rimane in sofferenza, nonostante (o a causa?) il regolamento Isvap varato col decreto Bersani e senza che per i cittadini-consumatori si siano ottenuti effettivi vantaggi.
“Come Sindacato provinciale di Bologna ci stiamo attivando – continua il presidente dello SNA di Bologna – per organizzare una campagna di sensibilizzazione contro il nuovo balzello che colpisce gli automobilisti, con l’appoggio di Confcommercio ASCOM Bologna (cui lo SNA aderisce) e l’appoggio di tutte le associazioni dei consumatori, con iniziative specifiche verso gli assicurati e con una raccolta di firme”.
Confcommercio e SNA di Bologna, inoltre, rivolgono un appello alla Provincia: “Chiediamo alla Presidente Draghetti – continua Cirasola – non soltanto di ridurre l’imposta, ma di non applicarla del tutto e, al contempo, di farsi interprete dell’unanime richiesta di abolirla a livello nazionale appoggiando le nostre iniziative a difesa dei cittadini che rappresenta”.
Un milione di firme era già stato raccolto in tutta Italia dalle associazioni degli agenti di assicurazione – tutte sottoscrizioni di consumatori e assicurati – a supporto di un documento che presentava proposte e soluzioni concrete per portare a consistenti risparmi sulle tariffe RCA:”Purtroppo – conclude Cirasola – l’unica risposta è stata il nuovo aumento della tassazione a carico degli assicurati a livello locale”.




