
“MicroscOpera” è uno spettacolo in cui l’immaginazione diventa realtà e la realtà si confonde con l’immaginazione. Si ride, si sorride ma soprattutto ci si emoziona. Emozioni che fluiscono libere attraverso le descrizioni di paesaggi immaginari, di un plastico che non c’è eppure lo vedi, tanto forte è la suggestione della recitazione, capace di creare dal nulla, senza scene, sfondi, artifici, un piccolo, immaginifico e poetico micro mondo dove nascono le storie più commoventi, più vere, più esilaranti.
Il pubblico si accosta alla pièce in maniera inconsueta, incontrando fin dall’ingresso in teatro i protagonisti, una sbrindellata compagnia di attori, la “Lars Von Beethoven & associati, produzioni teatrali” (interpretati da Antonio Contartese, Luca Gnerucci, Andrea Malvisi, Olivia Rasini e Antonio Vulpio) disponibile anche per lavori domestici. Tra gag e mise improbabili, i guitti, accompagnati da un impeccabile pianista (Fabio Pavan), ricorrono a ogni possibile trucco del proprio repertorio per persuadere la platea di trovarsi di fronte a una monumentale opera teatrale, ambientata in un favoleggiato plastico in miniatura.
Non appena si comincia a scandagliare il microcosmo, i toni si addolciscono e l’emozione diventa palpabile. Si innesca un continuo scarto di sfumature e livelli di realtà, in cui i saltimbanchi si ritrovano loro malgrado nel ruolo di Deus ex machina del microcosmo che hanno appena inventato, costretti a decidere le sorti dei personaggi che lo animano, interpretandone i ruoli fino alla fine della storia. Così lo spettatore si immerge nel bel mezzo di una storia imbastita in un battito di ciglia. E uno spettacolo che si alimenta del rapporto con il pubblico si scopre ricco di spunti suggestivi, sentimentali, brillanti, irriverenti.
L’ultimo appuntamento con la rassegna “Altre pagine inedite” è per venerdì 27 aprile con “Plagio”. A raccogliere la sfida al miglior plagio nello spettacolo che mescola letteratura e teatro, bookcrossing e improvvisazione sarà la scrittrice bolognese Marilù Oliva (“Fuego”, “Tú la pagarás”, “Repetita”).




