
Nel documento non era prevista l’attività complementare di mediazione sociale che A.C.E.R. potrebbe fare (ovviamente a pagamento) con coloro che non conoscono o fanno fatica ad assimilare i nostri usi e costumi. Spesso i cittadini si rivolgono a noi lamentando conflitti con i vicini di nazionalità straniera che occupano gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Vi sono casi di gente straniera che sebbene non siano residenti in quell’appartamento vanno e vengono a tutte le ore, casi di maleducazione, di diverbi accesi con gli italiani che chiedono solo il rispetto delle regole di buon vicinato. Di aree condominiali sporche e degradate, di versamento di liquidi infiammabili nei garage, di box auto diventati magazzini di carcasse di motorini.
Con questo non si vuole generalizzare ma è assodato che i rapporti fra condomini risultano assai difficili se i vicini sono extracomunitari, per questo occorre un’azione forte ed intransigente di mediazione sociale per insegnare le nostre regole e le buone maniere. E’ evidente che ciò ha un costo, alla faccia di coloro che pensano che l’immigrazione è una ricchezza, ma è l’unico modo se si vuole arginare e ridurre la conflittualità fra vicini.
(Mauro Melli, consigliere comunale Lega Nord a Novellara)




