Approfondimenti sul rapporto tra Begarelli e Correggio e sulla manifattura ceramica Rubbiani, e un viaggio alla scoperta dell’argenteria estense con la conferenza “I candelieri del Duca”: sono questi i primi due appuntamenti del ciclo “Metti un pomeriggio al Museo, che prende il via sabato 9 febbraio alle 16.30 ai Musei civici, al terzo piano di Palazzo dei Musei in largo Porta Sant’Agostino.

Protagonista del pomeriggio di sabato 9 sarà il nuovo numero di “Taccuini d’arte. Rivista di arte e storia del territorio di Modena e Reggio Emilia”. Dopo una sintetica illustrazione del contenuto della rivista affidato a Francesca Piccinini, direttrice del Museo civico d’arte, e Claudio Franzoni, rappresentante del comitato di redazione, seguiranno gli interventi di Giorgio Bonsanti dal titolo “Correggio e Begarelli tra realtà e leggenda” e di Vincenzo Vandelli dal titolo “Carlo Casaltoli e la manifattura ceramica Rubbiani”, che approfondiranno il tema trattato dai rispettivi contributi pubblicati nella rivista. Bonsanti affronterà il tema del presunto rapporto tra il grande Correggio e il più importante scultore modenese del Cinquecento, Antonio Begarelli, che secondo lo storico Vedriani avrebbe fornito al primo modelli plastici per le sue ardite composizioni pittoriche; Vandelli tratterà invece della produzione di ceramiche artistiche della Ceramica Rubbiani di Sassuolo intorno al 1880 e del ruolo giocato in questo ambito dal pittore e decoratore fiorentino Carlo Casaltoli, con specifico riferimento all’insegna in ceramica del Ricovero Provinciale di Mendicità, appena restaurata grazie al contributo dell’Opera Pia Casa di Riposo e attualmente esposta in museo grazie ad un accordo con l’Azienda Sanitaria Locale che ne è proprietaria. La pubblicazione annuale “Taccuini d’arte” è giunta al sesto numero, quest’anno grazie al sostegno della Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Domenica 10 febbraio, sempre alle 16.30, nell’incontro dal titolo “I candelieri del duca”, gli storici dell’arte Patrizia Curti e Lorenzo Lorenzini parleranno di argenteria estense. L’iniziativa sarà anche l’occasione per presentare e avviare una sottoscrizione pubblica finalizzata all’acquisto da parte del Museo civico d’arte di una coppia di importanti candelieri in argento, provenienti dal Palazzo Ducale di Modena e attualmente disponibili sul mercato antiquario.

Sia sabato sia domenica le conferenze saranno accompagnate da proiezioni audiovisive. Sabato sarà offerto ai partecipanti un aperitivo e domenica tè con biscotti. Gli appuntamenti proseguiranno domenica 17 marzo, quando Maria Grazia Maioli, archeologo emerito della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia-Romagna svolgerà il tema “Motivi e colori: i mosaici della villa tardoantica di Melda di Sotto a Savignano sul Panaro”, collegato alla mostra in corso nel Lapidario Romano. Domenica 24 gli storici dell’arte Antonio Buitoni e Angelo Mazza sveleranno “I misteri della Pala Grossi”, illustrando paternità e provenienza dell’importante dipinto quattrocentesco esposto in Museo.

I CANDELIERI RITROVATI DI FRANCESCO V D’ESTE

Domenica 10 febbraio alle 16.30 conferenza dedicata all’argenteria dei Duchi

Si racconta che nel 1859, all’indomani dell’esilio di Francesco V d’Austria Este, ultimo duca di Modena, tutta l’argenteria rinvenuta nel palazzo venisse fusa e trasformata in denaro. La perdita totale di questo patrimonio sembra ora essere smentita dal ritrovamento, sul mercato antiquario, di alcuni candelieri d’argento che lo stemma riconduce alla casa Estense. Se ne parlerà domenica 10 febbraio alle 16.30 al Museo civico d’arte, al terzo piano di Palazzo dei musei in largo Porta Sant’Agostino. Gli storici dell’arte Patrizia Curti e Lorenzo Lorenzini, nella conferenza intitolata “I candelieri del Duca” si soffermeranno sull’argenteria estense e in particolare su due di questi pregevoli candelieri, opera dell’orafo modenese Giacomo Vincenzi (notizie 1812-1837). Le due suppellettili sono ora oggetto di una sottoscrizione pubblica per poterne assicurare la proprietà al Museo civico d’arte, dove andrebbero a completare la raccolta di argenti modenesi.

A livello storico, gli inventari del Palazzo Ducale, a partire dal XVII secolo, sono ricchissimi di rimandi alle preziose suppellettili in argento; se a questo si aggiunge il fatto che la corte consumava grandi quantitativi di cera, è facile desumere che i candelieri fossero oggetti d’uso comune. L’illuminazione degli ambienti del palazzo era dunque un elemento fondamentale che, nei luoghi destinati al banchetto, accompagna il passaggio dal servizio “alla francese” al servizio “alla russa”. In occasione dell’incontro di domenica 1o febbraio, Patrizia Curti si soffermerà su come si svolgevano i pranzi di gala ai tempi degli Austria Este e quali fossero i ruoli e i compiti di coloro che “facevano funzionare” la corte durante i ricevimenti.

Gli appuntamenti al Museo proseguiranno domenica 17 marzo, quando Maria Grazia Maioli, archeologo emerito della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia-Romagna svolgerà il tema “Motivi e colori: i mosaici della villa tardoantica di Melda di Sotto a Savignano sul Panaro”, collegato alla mostra in corso nel Lapidario Romano. Domenica 24 gli storici dell’arte Antonio Buitoni e Angelo Mazza sveleranno “I misteri della Pala Grossi”, illustrando paternità e provenienza dell’importante dipinto quattrocentesco esposto in Museo.