
Gite organizzate con un cliché collaudato che vede da una parte i genitori “autoctoni” ovvero originari delle città da visitare essere “investiti” dell’incarico di guida, la maestra Anna Cilloni supervisore che poi “tasta” l’apprendimento dei piccoli e i restanti genitori che accompagnano i loro figli “rivivendo” a loro volta le rispettive esperienze scolastiche. Dalla Basilica Santa Croce a Palazzo Pitti, da Palazzo Strozzi alla Basilica di San Lorenzo passando da piazza della Signora dove si è potuto ammirare Palazzo Vecchio, la statua del Nettuno, la Loggia dei Lanzi con le sue meravigliose statue, dalla Loggia del Porcellino a quella del Grano posta sul retro della Galleria degli Uffizi, da Ponte Vecchio simbolo della città di Firenze con tutte le botteghe degli orafi a Piazza Santo Spirito dove i bambini hanno potuto ammirare l’omonima basilica rinascimentale ultimo capolavoro di Filippo Brunelleschi. In Piazza del Duomo i bambini hanno potuto ammirare la cattedrale e gli edifici correlati come il Campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni. Non è mancata la visita Piazzale Michelangelo che a Firenze rappresenta il più famoso punto di osservazione del panorama cittadino.
Levataccia alle 6 partenza alle 7 e ritiro all’una di notte di domenica: questi i ritmi dei piccoli stakanovisti della quinta A, che solo in questo modo sono riusciti a veder quanto più possibile della città di Firenze. Un’esperienza la gita a Firenze che si aggiunge a quella romana e che difficilmente sarà dimenticata in quanto oltre a essere state gite che hanno rappresentato un valido strumento educativo e didattico, sono anche un valido ausilio per rafforzare i rapporti di amicizia tra i compagni di scuola: questo anche il senso della gita dei bambini della quinta A.




