
“L’obiettivo principale – sottolinea Rabboni – sarà aumentare e stabilizzare la redditività del settore, allargando la platea dei beneficiari. Senza trascurare le iniziative di qualità delle singole aziende, punteremo in particolare sulle reti di impresa. Per ridurre i costi, fare sistema ed essere più competitivi”.
Reti di impresa dunque come destinatarie privilegiate dei finanziamenti del nuovo Psr per il trasferimento tecnologico; gli investimenti di filiera “dalla terra alla tavola”; l’ammodernamento delle imprese di un medesimo comparto; la logistica e il mercato. Senza dimenticare cooperative, organismi interprofessionali, organizzazioni di produttori.
Su 1 miliardo 190 milioni di euro, le risorse che arrivano dall’Europa ammontano a 513 milioni di euro (il 43% del totale, 29 milioni in più rispetto al Psr 2007-2013), mentre la quota statale è di 474 milioni (il 40% del totale, circa 6 milioni in più).
Ulteriori risorse arriveranno al territorio emiliano-romagnolo dai quattro Piani nazionali (per i quali non è previsto cofinanziamento regionale) che rappresentano una delle novità della nuova Pac 2014-202: il Piano per la gestione del rischio contro le calamità naturali e le crisi di mercato che potrà contare su 1 miliardo 640 milioni di euro; il Piano irriguo cui sono destinati 300 milioni di euro; il Piano per la biodiversità animale e quello per la Rete Rurale Nazionale che avranno a disposizione, rispettivamente, 200 e 100 milioni di euro.
Il nuovo Programma di sviluppo rurale sarà al centro dell’incontro di lunedì 27 gennaio a Bologna (Sala A, Terza Torre, Viale della Fiera, 8) “Nuovo Psr 2014-2020: il documento strategico.” L’appuntamento chiamerà a raccolta l’intero mondo agricolo e non solo, prima della messa a punto del documento conclusivo che essere approvato da Bruxelles entro l’estate.
Gli obiettivi del nuovo Psr: competitività, ambiente, innovazione, territorio rurale, giovani e meno burocrazia
Competitività, ambiente, innovazione, salvaguardia del territorio rurale. Ma anche giovani e una riduzione degli adempimenti burocratici. Questi alcuni degli obiettivi del nuovo Psr.
Circa il 44% delle risorse saranno indirizzate ad aumentare la competitività del sistema agricolo e agroalimentare emiliano-romagnolo, attraverso il sostegno, come si è detto, alle aggregazioni di imprese e alle diverse forme di agricoltura organizzata. Alle misure di carattere ambientale e all’agricoltura biologica andranno il 38% delle risorse. Rientrano in questo ambito anche gli interventi per la riduzione dei consumi idrici, il contrasto ai fenomeni di dissesto e di erosione del suolo, la lotta al cambiamento climatico, lo sviluppo delle bioneregie. Altro capitolo importante: il trasferimento della conoscenza e dell’innovazione (8% delle risorse) attraverso i Gruppi operativi per l’innovazione che rappresentano una delle novità della nuova programmazione 2014-2020. Anche in questo caso si tratta di vere e proprie reti di impresa tra aziende agricole, centri di ricerca e di assistenza tecnica.
Alla salvaguardia del territorio rurale andrà il 7,5% delle risorse, con un’attenzione particolare alla montagna e all’agricoltura periurbana per trasformare – ha spiegato Rabboni – “la contiguità tra città e campagna da elemento di degrado a elemento di vantaggio”. Verranno finanziate l’agricoltura sociale, la vendita diretta, la multifunzionalità delle aziende, oltre a iniziative per valorizzare i prodotti di montagna rispetto a quelli di pianura e a forme di tutoraggio per i giovani che vogliono insediarsi nelle zone appenniniche. Il 2,5% delle risorse del nuovo Psr sarà destinato all’assistenza tecnica.
Già al centro del precedente Psr, che aveva destinato agli under 40 ben il 26% del totale (a fronte di un’incidenza reale sul totale degli imprenditori agricoli del 7,8%) i giovani restano dunque una priorità trasversale anche della nuova programmazione, con una corsia privilegiate per tutti gli interventi.
Quanto allo snellimento burocratico, Rabboni ha sottolineato come il Sistema informativo agricolo e il Registro unico dei controlli, a regime a giugno, permetteranno di alleggerire gli adempimenti a carico delle aziende. Inoltre la Regione ha messo a punto un meccanismo che permetterà di ridurre la documentazione necessaria per le misure di investimento.




