
Per questi motivi i carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia una barista 42enne alla quale i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, interessati dai colleghi reggiani, hanno anche contestato una sanzione di oltre 4.000 euro per l’impiego della minore in nero come altrimenti non poteva avvenire.
I fatti in questione sono stati accertati da una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Castelnovo Monti. I militari nel corso di un servizio di controllo del territorio procedevano, come normalmente accade, ad effettuare un controllo amministrativo e di polizia all’interno di un bar di un comune dell’Appennino reggiano con il fine di accertarne la regolare conduzione e verificare la “qualità” degli avventori. Stupore per i militari quando si sono dovuti confrontare con che al momento dei controlli stava gestendo il bar ovvero una ragazzina di 12 anni sorpresa intenta a lavorare dietro il bancone mescita. La titolare, come poi accertato dai militari, si trovava fuori provincia per adempiere a delle incombenze private, mentre l’unica dipendente assunta nel bar era a casa. A gestire il bar la 12enne figlia della barista che non poteva certo lavorare alla luce delle disposizioni di legge. Una prestazione d’opera per giunta in nero, alla luce dell’età della baby barista. L’epilogo è presto detto: la titolare dell’esercizio pubblico, una 42enne residente nell’Appennino reggiano, è stata denunciata alla Procura reggiana per aver impiegato in attività lavorativa minori di anni 15. Alla stessa proprio per l’impiego irregolare della minore, i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, interessati dai colleghi reggiani, hanno contestato una multa di oltre 4.000 euro.


