
Per gli immobili situati in via Breda Vignazzi, appartenuti ai Grande Aracri, cosca della ‘ndrangheta calabrese, dopo la confisca si è aperto un nuovo capitolo.
All’inizio è stato necessario intervenire con una serie di opere, tra la manutenzione ordinaria e il ripristino degli impianti, ma soprattutto col trasferimento di materiali ingombranti; lavori, questi, che hanno richiesto un investimento di 150mila euro, sostenuto all’80% dalla Regione Emilia-Romagna (che ha stanziato 120mila euro) e per la cifra restante dal Comune di Brescello.
Oggi, il giorno più importante: la consegna ufficiale della nuova sede alla Protezione civile, presenti la sindaca di Brescello, Elena Benassi, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il prefetto e il questore di Reggio Emilia, rispettivamente Iolanda Rolli e Giuseppe Ferrari, insieme a tutti gli altri esponenti delle istituzioni, del volontariato e della società civile.

Gli immobili situati in via Breda Vignazzi, a Brescello, sono stati confiscati nel corso del procedimento “Aemilia” e nella misura di prevenzione a carico di Francesco Grande Aracri. Si tratta, nel complesso, di un insediamento di circa 900 metri quadri di spazi produttivi, a cui si aggiungono 190 metri quadri di spazi per uffici e circa 1.200 metri quadri di aree cortilive.
“Condividiamo questo impegno con tutte le forze politiche, le parti sociali e le realtà associative, riunite nella Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile- prosegue il presidente- dove di recente abbiamo condiviso il ‘Piano strategico per i beni confiscati alla criminalità della Regione Emilia-Romagna’, prima tra le regioni del Centro Nord a formalizzare il documento e seconda in Italia dopo la Campania, con l’obiettivo di finanziare gli interventi di recupero e risanamento edilizio dei beni destinati agli enti territoriali. Oltre allo stanziamento di 1,2 milioni di euro per 39 progetti presentati da enti locali e università e che coinvolgono in primo luogo i giovani nelle scuole. Fino alle nuove azioni regionali per il biennio 2022-2023, per continuare- chiude il presidente- a sostenere e potenziare le attività di formazione, monitoraggio, prevenzione e tutela delle vittime di sfruttamento in tutti i settori”.
D’ora in poi, complesso verrà gestito alla Protezione civile che ne ha fatto la propria sede gestionale e operativa: una sede che è pure luogo di insacchettamento della sabbia utilizzata per i rinforzi arginali nell’area centro-emiliana, dal parmense al modenese, nel caso di eventi idraulici di particolare rilevanza e pericolosità.
Negli ultimi 10 anni la Regione è intervenuta – talvolta in più occasioni sullo stesso bene – su 21 beni immobili confiscati alla criminalità, stanziando, a favore degli enti destinatari di questi beni, più di 3 milioni di euro per le opere necessarie di risanamento e recupero ai fini della loro valorizzazione. Nel biennio 2020 – 2021, la Regione Emilia-Romagna ha investito 1.012.000 euro per la riqualificazione / interventi su 10 beni immobili confiscati per favorirne il riuso per finalità sociali.




