
«Microscene si aprono su scorci di esistenze nei campi di prigionia e sterminio», continua Bernardino Bonzani, regista, interprete e autore della riduzione del testo nell’istallazione sonora «Le parole di un giovane ebreo ci attraversano, sedimentano e divengono memoria collettiva».
Nel tempo dell’installazione, realizzata da Franco Tanzi e con musiche originali di Gaetano Nenna, le spettatrici e gli spettatori saranno invitati a lasciare un proprio pensiero scritto sul tema della memoria. I testi raccolto confluiranno, nei giorni successivi, in una Ballata della Memoria, ad opera delle artiste e degli artisti del Teatro dell’Orsa.
La Compagnia, nei prossimi giorni, sarà inoltre impegnata -con spettacoli e letture a tema- nell’assidua azione di semina di consapevolezza che da molti anni porta avanti in tutta Italia incontrando gruppi di studenti di diverse età, tra Veneto e Lombardia.
«Fare memoria ci chiama ad agire sul presente, non a versare lacrime su un passato che non può essere cambiato. L’arte è quel canto che si srotola nell’aria, che resiste al buio dell’indifferenza, che chiama ad agire, nella bellezza e nella solidarietà, insieme» riflette Monica Morini «Etty Hillesum diceva “Vorrei essere il cuore pensante di un intero campo di concentramento”. La Casa delle Storie è piccola ma si farà cuore pensante, per non dimenticare».
Ingresso libero e gratuito.
La Casa delle Storie si trova in via Beretti 24 a Reggio Emilia.
Info sulla Compagnia: http://www.teatrodellorsa.com/.




