
La lista dei disservizi è lunghissima e la situazione è ormai inaccettabile. Ultimo caso, clamoroso, sono le quasi 50 corse tagliate negli ultimi giorni in provincia per mancanza di autisti, molti dei quali assenti per malattie. A piedi sono rimasti centinaia di studenti, i primi a sopportare in prima persona i limiti dell’organizzazione di Seta. Il problema, con corse saltate senza preavviso e cittadini a piedi, si ripete ormai costantemente, mese dopo mese.
Le cronache dell’ultimo anno che riguardano Seta parlano di scioperi, autisti sul piede di guerra, scarsa sicurezza a bordo, dimissioni, difficoltà a reperire personale,.
Alla base delle criticità, a parte il picco di malattie, ci sono condizioni lavorative discutibili – segnalate anche da tutti i sindacati – che riflettono la carenza di personale . Come verificato da U.Di.Con. , infatti, non sono rari i casi di autisti costretti a fare anche 14 ore di turno giornaliero per coprire turni altrui.
“Alla luce di un lavoro non più attrattivo e un servizio che fa acqua da tutte le parti, ci chiediamo quando il trasporto pubblico tornerà al centro dell’agenda politica, sia a livello regionale che nazionale – dichiara Vincenzo Paldino, presidente di U.Di.Con. Emilia-Romagna -. Mancano investimenti da parte del Governo e una visione lungimirante da parte dei dirigenti che evidentemente non hanno la capacità di sollecitare le istituzioni ad un cambio di passo. Come associazione dei consumatori riceviamo quasi quotidianamente segnalazioni e telefonate per corse saltate e un servizio che penalizza chi vuole spostarsi coi mezzi pubblici. Non è possibile che a rimetterci siano sempre e comunque i cittadini”.



