Giovedì 29 gennaio inizieranno le lezioni della Libera università castelnovese del sapere permanente. Ospite alle ore 15 al Bocciodromo di via Petrarca sarà lo storico e archeologo Ivan Chiesi, che presenterà il suo recente volume “Storia di Castelnovo di Sotto e delle sue comunità. Dalle origini al 1479 – Volume I”.
Il volume dimostra come la storia di Castelnovo non sia un racconto circoscritto, ma la chiave per leggere le vicende di un’ampia area della pianura reggiana, da sempre attraversata da poteri, scambi e trasformazioni.
Chiesi ripercorrerà oltre quarant’anni di ricerche, condotte negli archivi di Parma, Reggio, Modena e Milano, portando alla luce centinaia di documenti, molti dei quali inediti.
Uno dei temi centrali è il ruolo di Castelnovo come “capitale” locale, centro amministrativo e politico di riferimento per un’area ben più vasta dei confini comunali. Questa centralità fu particolarmente evidente tra XIII e XIV secolo: durante il dominio dei da Correggio. A quell’epoca Castelnovo fu un nodo strategico per il controllo delle campagne, delle vie di comunicazione e delle risorse.
Determinante, in questa storia, è il tema delle acque. Canali, fossi e risorgive hanno modellato il paesaggio e l’economia, mentre i corsi del Crostolo e della Cava sono stati per secoli al centro di interventi di bonifica e di aspre controversie. L’acqua emerge come risorsa vitale, ma anche come strumento di potere che veniva regolato attraverso accordi, perizie e atti notarili.
Tra le scoperte più rilevanti presenti nel volume è il rinvenimento nel territorio di asce rituali in giadeite (una pietra proveniente dalle Alpi) e di ripostigli di lingotti in rame (aes signatum), databili tra VI e V secolo a.C. Si tratta di reperti di eccezionale importanza, che indicano come l’area di Castelnovo fosse inserita già in età protostorica in reti di scambio a lunga distanza e frequentata per pratiche economiche e votive, spesso legate ai luoghi d’acqua. Una scoperta che ribalta l’idea di un territorio marginale, mostrando invece una centralità antichissima.
Il volume ricostruisce inoltre la fitta trama delle famiglie locali che hanno abitato e governato il territorio, comprese le ville storiche che facevano parte del comune di Castelnovo. Le ville medievali di Campegine, San Savino, Cogruzzo, Cornetole e Meletole erano comunità vivaci e attive, con una forte identità sociale ed economica. Queste ville non erano semplici frazioni, ma nodi vitali nel sistema amministrativo e agricolo della zona, e spesso erano al centro di conflitti legali e amministrativi, che venivano regolati attraverso atti notarili e controversie legate ai confini agricoli e ai diritti d’acqua.
Accanto alle grandi signorie emergono notai, massari e proprietari terrieri: dai Cocconi ai Tagliavini, dai Caleffi agli Speroni, fino ai Tafurelli. Essi furono protagonisti di una gestione quotidiana fondata su documenti, contratti e mediazioni.
Non mancheranno le curiosità, come la revisione di antichi equivoci toponomastici, che saranno chiariti grazie al ritorno sistematico alle fonti originali.
Il libro è uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione storica della pianura reggiana, restituendo a Castelnovo di Sotto il ruolo di territorio centrale, tutt’altro che periferico, nella storia locale e padana.
Visita alla mostra in sinagoga a Reggio
Sabato 31 gennaio il Comune e Istoreco organizzano una visita guidata alla mostra “Di libri, acqua e chizze – Sei secoli di storia ebraica a Reggio Emilia”.
Il ritrovo sarà alle ore 15 in via dell’Aquila, a Reggio.
Il percorso racconta il lungo cammino della comunità ebraica reggiana e il suo profondo legame con la città.
E’ prevista anche la visita alla sinagoga.
L’iniziativa è gratuita, ma ha posti limitati e c’è una prelazione per i residenti a Castelnovo di sotto.
Le prenotazioni si raccolgono al numero 331.1972416.



