Copyright immagine: Regione Emilia Romagna A.I.U.S.G. – Autore: Alan Tamburini

Entro il mese di settembre 2026, il Comune di Bologna aderirà ufficialmente alla Piattaforma Unica Nazionale CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo). Uno strumento fondamentale che permetterà alle persone con disabilità di muoversi liberamente tra i Comuni aderenti senza dover comunicare preventivamente l’ingresso nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL) di città diverse dalla propria.

L’adesione di Bologna ha richiesto un lavoro di coordinamento tecnologico particolarmente meticoloso. Il completamento del percorso di adesione è stato guidato dalla necessità di gestire l’elevata complessità tecnica derivante dall’integrazione di due sistemi profondamente diversi: l’infrastruttura nazionale e il sistema di gestione locale di Bologna, uno dei più avanzati e articolati in Italia. Questo impegno tecnico è stato indispensabile per armonizzare i due database, garantendo che l’interoperabilità con la piattaforma nazionale non andasse a discapito delle funzioni avanzate già presenti sul territorio bolognese.

La priorità dell’Amministrazione è stata quella di evitare che l’ingresso nella piattaforma nazionale comportasse un passo indietro per i circa 10.000 titolari residenti. Si è reso necessario un lungo lavoro di “traduzione” informatica per garantire che le agevolazioni già presenti a Bologna (come la gestione multi-targa e gli avvisi via SMS) non venissero perse o rese più macchinose nel passaggio al nuovo database centralizzato.

Il commento dell’assessore Campaniello e della delegata Toschi

“Siamo molto soddisfatti di poter annunciare questo passaggio – afferma l’assessore alla Mobilità Michele Campaniello -. Non è stata una sfida semplice: far dialogare il nostro sistema di gestione con la piattaforma nazionale ha richiesto tempi tecnici supplementari, ma era un passaggio obbligato per non creare disagi ai bolognesi. Con questo investimento garantiamo finalmente un’accessibilità europea, permettendo a chi viene da fuori di sentirsi accolto a Bologna senza ostacoli burocratici, e ai nostri cittadini di muoversi con maggiore libertà su tutto il territorio nazionale”.

“L’adesione al CUDE – è il commento di Roberta Toschi, consigliera delegata alle Politiche per la disabilità – è un segno concreto di attenzione verso il diritto alla mobilità delle persone con disabilità. Abbiamo lavorato con determinazione affinché l’innovazione tecnologica fosse al servizio delle persone e non il contrario. Il fatto di aver salvaguardato le modalità di gestione attuali, a cui i nostri cittadini sono abituati, dimostra che la transizione digitale può e deve essere inclusiva e rispettosa delle abitudini consolidate, eliminando lo stress di dover comunicare ogni spostamento fuori dai confini comunali e allo stesso tempo facilitando gli arrivi dall’esterno del perimetro comunale”.

Cosa cambia per i cittadini

A partire dal prossimo settembre, i titolari di contrassegno potranno richiedere il Codice Univoco CUDE. Tramite questo codice, accedendo con SPID o CIE al Portale dell’Automobilista o all’app iPatente, sarà possibile gestire la targa “attiva” per circolare negli altri Comuni aderenti.

Un sistema che protegge l’esistente

Nonostante l’ingresso nel CUDE nazionale, Bologna manterrà i suoi standard elevati di servizio per i residenti:

  • gestione fino a 2 targhe collegate stabilmente al contrassegno
  • fino a 12 modifiche annue delle targhe principali
  • targhe giornaliere “jolly”: possibilità di aggiungere una terza targa per 50 volte l’anno (anche via SMS)
  • continuità regionale: restano validi gli accordi di interscambio con Ferrara, Forlì, Modena e Parma.

Le risorse per gli adeguamenti tecnici sono state stanziate sul bilancio 2026. Ulteriori dettagli operativi e la data esatta di avvio saranno pubblicati a tempo debito sul sito istituzionale del Comune.