
“L’ex Caserma Setti è stata per anni un’area parzialmente utilizzata, con margini evidenti di criticità. Oggi si sta costruendo un percorso concreto per restituirla pienamente alla città attraverso una collaborazione istituzionale che coinvolge Prefettura, Demanio, Difesa, Ausl e Comune. È un processo complesso, ma è un processo reale”. Con queste parole il sindaco Massimo Mezzetti è intervenuto, giovedì 5 marzo, in Consiglio comunale per rispondere ad un’interrogazione, presentata dai consiglieri Ferdinando Pulitanò e Dario Franco di Fratelli d’Italia, sul futuro dell’ex caserma dell’aeronautica di via Minutara, dove attualmente ha sede l’unico punto prelievi della città accessibile senza prenotazione.
In particolare, facendo riferimento ad alcune notizie apparse sulla stampa, i consiglieri chiedevano all’Amministrazione se fosse al corrente della volontà dell’Ausl di spostare il centro prelievi di via Minutara. Inoltre, alla luce dei furti e delle intrusioni che da tempo si ripetono nel comparto, Pulitanò e Franco domandavano quali azioni siano previste per tutelare la sicurezza degli operatori sanitari. Più in generale, l’interrogazione richiedeva informazioni sul futuro dell’intero comparto, domandando se stia “rispettando il cronoprogramma previsto dal piano sottoscritto fra Comune di Modena e Agenzia del Demanio” dalla precedente Giunta, se sono previste azioni comunicative per coinvolgere la cittadinanza e se è confermata la volontà di trasferirvi tutti gli uffici comunali.
Prendendo la parola, dopo la presentazione dell’interrogazione da parte del consigliere Dario Franco, il sindaco Mezzetti ha ricordato che “l’organizzazione dei servizi sanitari territoriali è competenza dell’Azienda Usl”, aggiungendo che “ad oggi non risulta al Comune una decisione formalmente assunta e comunicata circa un trasferimento del presidio”.
Allargando lo sguardo al futuro dell’ex Caserma “Setti”, il sindaco ha poi affermato che nei recenti incontri avuti con Prefettura, Demanio, Ministero della Difesa, Accademia Militare e Ausl, è stato condiviso un passaggio fondamentale che permetterà la ridefinizione del suo attuale utilizzo: la declassificazione del comparto da bene militare a demaniale.
“Si è stabilito – ha detto Mezzetti – di stipulare un nuovo contratto per l’utilizzo del capannone attualmente occupato dal presidio sanitario, con una più chiara definizione degli oneri a carico dei soggetti utilizzatori”. Un passaggio questo, ha sottolineato, che “segna la fine di una lunga fase di incertezza” e “apre finalmente uno scenario più ordinato e programmabile”. Inoltre, ha aggiunto il sindaco, col nuovo assetto contrattuale “saranno disciplinati in modo più puntuale anche gli aspetti relativi alla sorveglianza e alla gestione degli accessi” così da poter gestire in modo più chiaro le criticità legate alla sicurezza, ben note e che già hanno visto più volte l’intervento delle Forze dell’ordine.
Per quanto riguarda il Piano sottoscritto dalla precedente giunta, Mezzetti ha spiegato che il Demanio ha avviato le indagini per valutare la necessità di eventuali bonifiche ambientali, che dovrebbero avere una durata di circa sei mesi. “Un comparto di oltre 120 mila metri quadrati – ha commentato a tal proposito il sindaco – non si rigenera con annunci, ma con atti, verifiche, progettazione e coordinamento tra livelli istituzionali diversi”.
“Per quanto riguarda il rispetto del cronoprogramma – ha aggiunto – il percorso sta procedendo secondo le tappe concordate. Nei prossimi mesi è previsto il passaggio formale al Demanio e successivamente si aprirà la fase di definizione del progetto complessivo”. Ha quindi specificato che “non è sul tavolo l’opzione del trasferimento di tutti gli uffici comunali nel comparto di via Minutara”.
In chiusura del suo intervento, Mezzetti ha rimarcato come l’Amministrazione sia impegnata in “un percorso concreto per restituire pienamente l’ex Caserma alla città”. “Il nostro obiettivo è duplice – ha detto – garantire nell’immediato la continuità e la sicurezza dei servizi sanitari e, nel medio periodo, trasformare quell’area in una vera cittadella dei servizi pubblici, capace di integrare, eventualmente, altre funzioni di interesse collettivo a partire da quelle abitative e a supporto dei servizi sanitari dell’area del Policlinico”. “Un progetto di questa portata – ha concluso – richiede rigore, tempi tecnici e responsabilità. Quando sarà definito un quadro progettuale più avanzato, attiveremo momenti pubblici di aggiornamento e confronto con la cittadinanza, perché una trasformazione urbana di queste dimensioni non può che essere condivisa”.




