
L’evento è stato aperto dall’intervento del Rettore Giovanni Molari, a cui sono seguiti i discorsi del rappresentante del personale tecnico-amministrativo Filippo Turchini, e della rappresentante del Consiglio Studentesco, Ester Scopelliti. La parola è infine passata al Presidente Chelli che ha svolto una Lectio magistralis su “Gli scenari demografici e le giovani generazioni: tendenze, squilibri, prospettive“.

Partendo dal tema del numero dei laureati, ha ricordato come l’Italia resti indietro rispetto ad altri Paesi europei e dell’area OCSE, sottolineando però che non si tratta solo di classifiche: più laureate e laureati significano maggiore innovazione, più partecipazione civile e maggiore equità sociale. Per questo, ha affermato con decisione, “la laurea serve, eccome: non solo ai singoli, ma all’intero sistema Paese”.
Il Rettore ha poi evidenziato la necessità di rafforzare il rapporto tra università, politica e società. Gli atenei, ha spiegato, sono pronti a essere valutati e a rendere conto del proprio operato, ma hanno bisogno di interlocutori consapevoli del loro valore strategico. “L’Università pubblica, se è veramente tale, è autonoma, libera e critica”, orientata non al profitto di pochi ma al bene collettivo, e per svolgere al meglio la propria missione necessita di stabilità normativa, riforme condivise e semplificazione.
Infine, in un contesto internazionale segnato da conflitti e crescenti polarizzazioni, il Rettore ha ricordato il ruolo dell’università come spazio di dialogo e convivenza: un luogo in cui studenti provenienti anche da Paesi in guerra “si incontrano e dialogano, non si scontrano”, rendendo l’ateneo un autentico laboratorio di pace e coesione.

Sul sito dell’Ateneo tutti i discorsi completi pronunciati nel corso della cerimonia




