Il Consiglio comunale di Carpi, nella seduta di martedì 7 aprile, ha approvato la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 17 maggio 1924, in piena epoca fascista.

La delibera di revoca, presentata all’assemblea dal sindaco Riccardo Righi, è stata discussa nel corso della seduta che celebrava l’ottantesimo anniversario dell’insediamento del primo Consiglio comunale democraticamente eletto a suffragio universale dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista, ed è stata approvata con il voto a favore di Pd, Avs, Carpi a colori e Forza Italia (ottenendo la necessaria maggioranza dei due terzi dell’assemblea); Carpi civica si è astenuta, mentre i gruppi di Fratelli d’Italia e Lega non hanno partecipato al voto.

L’approvazione della delibera che rende effettiva la revoca della cittadinanza a Benito Mussolini fa seguito all’analoga mozione presentata dal consigliere Michele De Rosa (Forza Italia) e approvata dall’assemblea consiliare lo scorso luglio.

Nel presentare la delibera, il sindaco Righi ha affermato che la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini, “è, prima di tutto, un atto di consapevolezza e di responsabilità pubblica, attraverso il quale la comunità riafferma con chiarezza i valori sui quali si fondano la propria identità e l’ordinamento della Repubblica”. Il sindaco ha ricordato come il conferimento della cittadinanza onoraria non sia un atto meramente simbolico: “Si tratta, invece, del riconoscimento più alto che una comunità può attribuire, espressione dei principi che essa intende onorare, custodire e trasmettere. Per questo – ha proseguito – l’accostamento del nome di Benito Mussolini a quello di personalità che hanno contribuito alla difesa dei diritti umani, della libertà e della dignità della persona risulta incompatibile con il significato stesso di tale onorificenza”. Mantenere la cittadinanza rappresenterebbe, inoltre, “una contraddizione profonda rispetto ai principi sanciti dalla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e fondata sull’antifascismo, sulla democrazia, sulla libertà e sulla pace”. La revoca, dunque, “da un lato, restituisce coerenza, dignità e credibilità all’istituto della cittadinanza onoraria; dall’altro, rappresenta una presa di posizione chiara, consapevole e ferma contro ogni forma di totalitarismo, di discriminazione e di violenza da parte di una comunità carpigiana che alla lotta di Liberazione ha sacrificato molte vite ed energie e il cui contributo alla Resistenza è stato riconosciuto con la Medaglia d’oro al Valor civile e la Medaglia d’argento al Valor militare”.