Nel decennale del CORE si celebra il completamento di un altro obiettivo fondamentale: il rinnovo e l’adeguamento dei Laboratori di Farmacia: galenica oncologica e tradizionale.

L’intervento apre a nuove tecnologie e, nel proiettare la struttura verso i più alti standard europei, la rende punto di riferimento nelle terapie avanzate (ATMP) e in quelle integrate con Microorganismi Geneticamente Modificati (MOGM).

La centralizzazione delle preparazioni all’Unità Farmaci Antiblastici dei Laboratori di Farmacia al Core assicura che ogni terapia risponda ai paradigmi di sicurezza della medicina di precisione, massimizzando l’efficacia delle cure oncologiche.

 

Un’eccellenza strutturale a norma di legge

“Il rinnovamento dei laboratori è stato guidato dalla necessità di mantenersi aderenti alle Norme di Buona Preparazione (NBP) della Farmacopea Ufficiale e agli standard internazionali (ISO 14644 e EU-GMP Annex 1) nella gestione delle nuove terapie” spiega la Direttrice del Dipartimento Farmaceutico Federica Gradellini “Il cuore del progetto è la camera bianca (cleanroom), ambiente a contaminazione controllata, che garantisce qualità del prodotto e protezione del personale in virtù di rigide compartimentazioni d’aria e sistemi di filtrazione ad alta efficienza. I locali filtro sono in sovrappressione per evitare infiltrazioni, mentre il laboratorio di allestimento oncologico opera in depressione, così che eventuali vapori o particelle di farmaci citotossici non si disperdano all’esterno”.

“Il CORE di Reggio Emilia, attraverso i suoi nuovi Laboratori di Farmacia, si conferma struttura all’avanguardia, in grado di coniugare la ricerca scientifica più avanzata con la sicurezza quotidiana del paziente” ha commentato il Direttore generale Davide Fornaciari “Questo anniversario celebra non solo un edificio, ma l’impegno costante dell’azienda sanitaria verso l’innovazione tecnologica al servizio della salute della nostra comunità”.

 

Terapie avanzate e sicurezza per il paziente

La frontiera delle Terapie Avanzate (MOGM). L’adeguamento ha riguardato in particolare modifiche alle camere bianche per la manipolazione in totale biosicurezza delle terapie avanzate e degli MOGM, nell’ambito della pratica clinica e negli studi sperimentali. Questa attività richiede formazione specifica del personale e utilizzo di attrezzature all’avanguardia, quali cappe a flusso laminare di Classe II o isolatori, che garantiscono un livello di sterilità “Grado A” in conformità alle linee guida SIFO e ministeriali.

Sicurezza dell’operatore e precisione terapeutica. L’adozione, già dal 2016, di sistemi informatizzati di gestione permette oggi una tracciabilità completa: ogni dose è personalizzata sulla base delle caratteristiche del paziente, con verifiche incrociate che riducono drasticamente il rischio di errore terapeutico.

Il Farmacista Ospedaliero. Garante della qualità, ha il ruolo di supervisore dell’intero ciclo di vita del farmaco, assicurando che ogni procedura messa a sistema sia rispondente a requisiti clinici, normativi, regolatori e di fattibilità logistica. Sono attentamente osservati l’approvvigionamento e stoccaggio in armadi di sicurezza, la gestione e validazione della prescrizione, l’allestimento in asetticità e la consegna del preparato termosigillato al reparto. Pilastro fondamentale del processo è la validazione e approvazione dei protocolli di terapia da importare nel sistema di prescrizione elettronica assistita (PEA); il farmacista collabora con i clinici nella standardizzazione e parametrizzazione di nuovi schemi terapeutici e farmaci sperimentali.

Second-line validation. È il contributo del farmacista sulle prescrizioni, attraverso la verifica dei parametri prescrittivi di ogni singolo paziente garantisce appropriatezza clinica, tecnica e farmacologica, agendo come filtro di sicurezza prima dell’allestimento.