
Si tratta una ripresa necessariamente graduale e di una pianificazione complessa e articolata, che deve tenere conto di molti fattori, rispettando regole precise e disposizioni anti-contagio per pazienti e operatori. Infatti, finché circola il virus, ospedali e poliambulatori non potranno tornare a lavorare come prima e i cittadini dovranno imparare ad essere comprensivi e pazienti e attenersi scrupolosamente e diligentemente alle norme di sicurezza. In particolare, i controlli in entrata, i cosiddetti Check point e le procedure igienico-sanitarie allungheranno i tempi di esecuzione delle prestazioni. Per questi motivi è possibile che le visite riprogrammate possano svolgersi in una sede diversa da quella indicata inizialmente, per ragioni di ordine igienico- organizzativo o per accelerare i tempi ed il recupero del pregresso.
Mentre nella fase 1 dell’emergenza sono state garantite le prestazioni urgenti e la presa in carico dei pazienti fragili, ora, nella fase 2, la priorità sarà data ai pazienti con maggiori complessità patologiche che non è stato possibile raggiungere nella fase più critica dell’epidemia. Questi pazienti stanno ricevendo telefonate o videochiamate da parte degli specialisti per la valutazione clinica delle condizioni di salute, proseguendo così la presa in carico e il piano terapeutico.
Per il recupero delle prestazioni sospese, sia in regime istituzionale che in libera professione, e la riprogrammazione delle agende, si rende necessaria la sospensione dell’attività prenotata fino al 2 giugno 2020.
Ai cittadini in possesso di una ricetta daremo indicazioni per la prenotazione nei prossimi giorni.
Si tratterà di una ripresa graduale di cui l’Azienda si impegna a fornire costanti aggiornamenti.
La collaborazione dei cittadini sarà fondamentale: dovremo abituarci ad indossare la mascherina, lavarci spesso le mani, arrivare, possibilmente da soli, puntuali agli appuntamenti, né in anticipo né in ritardo, osservare il distanziamento fisico, attenersi alle indicazioni fornite dagli operatori.
Si ricorda infine che le urgenze, così come le cure indifferibili ai pazienti non COVID sono sempre state garantite durante il periodo dell’emergenza e lo sono tuttora.




