Il costante e accurato lavoro di monitoraggio del territorio condotto dai Carabinieri della Stazione di Gattatico, ha sferrato un colpo significativo al mercato della droga nell‘area di Reggio Emilia e provincia. Un‘attenta attività investigativa, inclusiva di analisi e sorveglianza mirate, aveva raggiunto il culmine il 6 marzo 2025 con una serie di perquisizioni decisive. Durante l’operazione, è stato sequestrato un ingente quantitativo di stupefacenti, fornendo elementi probatori utili a configurare presunte responsabilità a carico dei soggetti coinvolti. A conclusione di quella fase investigativa, i militari hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia cinque persone, tutte residenti nella zona. La Procura, concordando con i risultati ottenuti dalle indagini, ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) del Tribunale reggiano l’emissione di cinque misure cautelari.
L’operazione, eseguita questa mattina, ha visto impegnati i Carabinieri di Gattatico con il supporto delle compagnie carabinieri di Reggio Emilia, Guastalla, Castelnovo Monti, della Polizia Provinciale di Reggio Emilia, dei Carabinieri Forestali e delle unità cinofile delle polizie locali di Guastalla e Castelnovo Monti. Le misure adottate comprendono la custodia cautelare in carcere per un uomo di 52 anni, ritenuto al vertice dell’organizzazione, il divieto di dimora nella provincia di Reggio Emilia per tre uomini rispettivamente di 49, 50 e 51 anni, con l’intento di allontanarli dal contesto criminoso, e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per una donna di 36 anni. Le indagini, ancora in corso, puntano ad approfondire ulteriormente il quadro probatorio e a decidere le eventuali azioni penali necessarie.
L’intera operazione si è sviluppata a partire da una brillante intuizione investigativa dei Carabinieri di Gattatico. Proprio il 6 marzo 2025, grazie a un’attività autonoma di perquisizione, i scoprirono oltre 300 grammi di hashish suddivisi in panetti, insieme a dosi di cocaina e marijuana. Rinvenuto anche ciò che viene comunemente definito “kit dello spaccio”, ovvero bilancini di precisione, strumenti per il confezionamento delle sostanze illecite e mezzo chilogrammo di bicarbonato impiegato come sostanza da taglio per incrementare i volumi commercializzabili. L’analisi del materiale sequestrato, combinata con approfondimenti successivi – tra cui il tracciamento dei tabulati telefonici e numerose testimonianze raccolte dai consumatori –, ha consentito di delineare una rete ben organizzata e radicata per la compravendita di stupefacenti. L’indagine ha messo in luce un sistema di spaccio sistematico e capillare attivo sul territorio, con traffici documentati che risalgono in certi casi fino al 2014. È emerso che la vendita era quotidiana e raggiungeva anche minorenni e persone in situazioni di particolare vulnerabilità.
Le operazioni investigative hanno portato all’identificazione di decine di acquirenti provenienti non solo da Reggio Emilia ma anche da altre province. La Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci, ha giocato un ruolo cruciale nel coordinare la fase conclusiva dell’inchiesta. Le misure restrittive eseguite oggi includono anche interventi presso un campo nomadi della città. Durante le perquisizioni effettuate questa mattina all’interno del campo, i militari hanno rinvenuto e sequestrato circa venti grammi di hashish e tre bilancini di precisione abbandonati sul posto. Inoltre, i Carabinieri Forestali hanno avviato indagini relative alla presenza di tre cumuli di rifiuti abbandonati non pericolosi, con l’obiettivo di identificare i responsabili del reato ambientale.
Le autorità continueranno nei prossimi giorni con ulteriori accertamenti e approfondimenti per consolidare le prove raccolte e valutare eventuali nuove azioni legali nell’ambito dell’indagine che ha già segnato una svolta significativa nella lotta allo spaccio nella provincia reggiana.




