
“Il progetto è un’importante opportunità di ridurre la CO2 emessa in atmosfera coerente col Piano redatto su impegno del Patto dei Sindaci con l’europa – continua l’Arletti – ma l’eventuale interruzione dei programmi di realizzazione completa della rete di teleriscaldamento, non precluderà all’impianto la possibilità di conseguire comunque l’obiettivo di superare la soglia richiesta di 0,60 di efficienza”.
“I programmi di sviluppo tecnologico dell’impianto prevedono infatti già da quest’anno un intervento finalizzato all’incremento dell’energia elettrica producibile attraverso l’inserimento di un recuperatore di calore che permetterà di intercettare la quota di calore attualmente dispersa in atmosfera attraverso il camino e di convertirla in una quota di energia elettrica da immettere nelle rete pubblica di distribuzione. Il progetto complessivo di sostituzione di 10 mila caldaie, ha concluso Arletti, legato alla realizzazione della seconda linea del termovalorizzatore è invece temporaneamente sospeso”.
Nel suo intervento la consigliera Sandra Poppi (Modena 5 Stelle), dopo aver dichiarato la propria insoddisfazione per la risposta data dall’assessore, ha affermato che non è l’inceneritore che riduce le emissioni di Co/2 ma eventuali impianti di riscaldamento privati non realizzati. La consigliera si è dichiarata non soddisfatta dell’impianto di incenerimento, che anche l’Europa ci chiede di spegnere entro il 2020, e ha sottolineato come il teleriscaldamento obblighi il gestore ad utilizzare i rifiuti che in realtà devono essere riciclati e non bruciati. Inoltre l’impianto attualmente non arriva al recupero energetico previsto per legge del 60 %. Sandra Poppi ha poi concluso sottolineato come il teleriscaldamento non piace a parte dei cittadini del Villaggio Giardino, da anni sono serviti da questo tipo di riscaldamento, non trovandolo conveniente economicamente e fatturato in maniera poco chiara.




