
Quella che, come ha sottolineato il sindaco Mirca Carletti, “per noi sampolesi rappresenta la terza opera più importante degli ultimi cento anni, insieme alla ferrovia e alla Sp 513”, è giunta infatti a conclusione al termine di un lungo e complicato iter.
“Oggi è una bella giornata, ma ricordo ancora in questa sala le lunghe discussioni, i tanti problemi e la fatica vera che abbiamo dovuto affrontare per conciliare diversi interessi – ha ricordato nella Sala del Consiglio provinciale di San Polo la presidente della Provincia, Sonia Masini – Avevamo un progetto buono dello Studio Binini che però non coglieva del tutto le diverse esigenze e avrebbe interrotto il bellissimo viale che porta verso Parma, ma il nostro Servizio Infrastrutture, il dirigente Valerio Bussei e tutto lo staff tecnico, hanno riprogettato quest’opera, mentre l’assessore Gennari è stato fondamentale per superare le migliaia di ostacoli che abbiamo incontrato, confermando come nei lavori pubblici la Provincia di Reggio Emilia sia all’avanguardia e rappresenti un patrimonio prezioso per la nostra comunità”.
“Cinque anni fa avevamo un paese diviso, solo metà dei finanziamenti e un progetto all’aria – ha aggiunto la presidente – La Tangenziale di San Polo è, dunque, un esempio di buon governo, questa è l’Italia che funziona. Negli ultimi anni la Provincia ha realizzato solo in Val d’Enza 80 chilometri di nuove strade, ha liberato i centri abitati dal traffico e reso più rapidi i collegamenti con il casello autostradale Terre di Canossa-Campegine e con la Stazione Mediopadana: abbiamo ancora tante opere in cantiere, e vigileremo perché chi verrà dopo di noi e forse dopo le Province, le porti a compimento”.
“Per San Polo è un momento importantissimo: da decenni si parlava di quest’opera, che rappresenta una svolta significativa per nostro paese”, ha detto il sindaco Carletti ringraziando “i sindaci Ettore Ghielmi e Giacomo Sulpizio che mi hanno preceduta e William Marastoni, ex consigliere provinciale e responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune”. “Con questa Tangenziale San Polo può voltare pagina, conquistare il presente e guardare al futuro con più ottimismo, puntando su un centro commerciale all’aperto nel nostro bel centro storico e garantendo una migliore qualità di vita ai sampolesi: se lo meritano, perché questa è gente che rispetta le istituzioni e sa collaborare con loro”, ha aggiunto il sindaco ringraziando “la presidente Masini per la determinazione con la quale si è sempre fortemente impegnata per realizzare quest’opera, anche quando l’iter progettuale ed esecutivo hanno avuto problemi e abbiamo dovuto affrontare momenti di grande criticità, i Servizi della Provincia per un progetto che si inserisce perfettamente nel contesto paesaggistico e l’Unieco per la cura con la quale ha lavorato”.
“In poco più di anno, considerando anche la pausa dovuta all’intervento della Sovrintendenza, abbiamo realizzato oltre 1 chilometro e mezzo di una strada che aumenta la sicurezza e libera il centro dal traffico pesante e dall’inquinamento, senza però isolarlo – ha concluso l’assessore provinciale alle Infrastrutture, Alfredo Gennari – Un ente come la Provincia, che ho avuto l’onore di poter servire per 10 anni, è stato in grado di realizzare più di 130 chilometri di strade dimostrando di essere in grado di dare quotidianamente risposte concrete ai cittadini: ora ci si dovrà concentrare su un’altra grande risorsa, le ferrovia, oggi utilizzata solo dal 10 per cento del traffico, e con Act spero si possa lavorare su questo fronte, a partire dai collegamenti tra le stazioni di provincia con la Mediopadana”.
Tangenziale di San Polo/La scheda
Numeri e nomi del tratto inaugurato oggi, che si inserisce nell’asse viario di Val d’Enza.
Lunghezza strada: 1.660 metri su 2 corsie
2 rotatorie, con diametro esterno di 45 metri, le rotatorie si collegano a monte sulla S.P. 513R in prossimità del ponte Enza per Traversetolo e a valle con la rotatoria di via Rampognana sulla Pedemontana per Montecchio Emilia e Quattro Castella.
Costo dell’opera: 5,4 milioni di euro (finanziati da Regione e Provincia di Reggio Emilia)
Progettazione a cura del Servizio Infrastrutture della Provincia di Reggio Emilia (ing. Maurizio La Macchia, collaboratori geom. Paolo Mattioli e geom. Fabrizio Vezzosi)
Direzione dei lavori a cura del Servizio Infrastrutture della Provincia (ing. Maurizio La Macchia, direttore operativo geom. Paolo Mattioli)
Ditta aggiudicataria appalto: CCPL Consorzio Cooperative di Produzione e Lavoro
Ditta esecutrice dei lavori: Unieco Società Cooperativa
I lavori sono iniziati il 28 dicembre 2011 e sono finiti il 14 novembre 2013
Nel corso dei lavori è stato necessario realizzare numerose opere di una certa rilevanza quali:
– tombamento di tratti del Rio Bertolini e del Rio Bottazzo;
– tombamento (circa 470 metri) con deviazione del canale irriguo di Barco e Bibbiano;
– sottopasso ciclo-pedonale alla Sp 513R all’altezza della piscina scoperta;
– vari tratti di pista ciclo-pedonale che collegano il centro storico con la zona Lido e Via Di Vittorio, per una lunghezza di 1.254 metri;
– itinerari ciclo-pedonali in adiacenza alla variante, a disposizione anche dei mezzi agricoli, per 1.665 metri;
– muri di sostegno in opera e prefabbricati di ingresso al sottopasso carrabile;
– sottopasso alla Sp 513R in corrispondenza di Via XXIV Maggio all’altezza del Comune.
Sono state risolte, inoltre, numerose interferenze con le reti tecnologiche esistenti (linee elettriche di media e bassa tensione, linee telefoniche, reti idriche e di gas).




