
Nel corso degli incontri, il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, il vicepresidente Francesco Vincenzi e il Direttore, Giovanni Duò, hanno presentato quella che ormai si può definire una vera “emergenza agricoltura”.
“I danni da cimice arrivano a superare il 70% della produzione della pere con l’Abate tra le varietà più colpite, ma non sono state risparmiate ciliegie, kiwi, albicocche e piante da vivai – ha detto Borsari. Oltre a questo l’agricoltura ha dovuto subire gli effetti di un andamento climatico caratterizzato da una distribuzione anomala delle piogge e l’alternarsi di temperature non in linea con le medie stagionali, che hanno quasi azzerato la produzione delle varietà precoci di ciliegie o i fenomeni estremi di grandinate e vento fino alla diffusione del fungo dell’Alternaria che colpisce sempre le pere e le altre piante da frutto. Una situazione grave – ha sottolineato il Presidente di Coldiretti Modena – che mette a serio rischio i redditi delle nostre imprese, per questo non è eccessivo parlare di emergenza agricoltura”.
Il recente via libera all’introduzione della Vespa samurai, insetto antagonista naturale della cimice asiatica – hanno sottolineato i vertici di Coldiretti – è il primo passo. Servono adesso una serie di interventi urgenti a diversi livelli che consentano alle aziende di affrontare l’emergenza: a livello europeo è necessario rafforzare la vigilanza di porti e dogane sulla merce in ingresso nell’Unione Europea per evitare la diffusione di vegetale infetto e parassiti vari; la costituzione di fondi mutualistici ad hoc per compensare i danni del crescente numero di patologie che colpiscono l’ortofrutta; il finanziamento di progetti di ricerca di portata internazionale per mettere a frutto le esperienze e gli studi sulla cimice. A livello nazionale servono il rifinanziamento straordinario del Fondo di Solidarietà Nazionale; l’avvio celere della introduzione in campo dell’insetto antagonista accompagnato da misure per compensare il mancato reddito delle aziende colpite fino al raggiungimento dell’efficacia dell’intervento. A livello regionale, infine, bisogna delimitare le aree colpite, attivare una serie di strumenti finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l’intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e non produrre quindi alcun reddito.
Da parte loro il Prefetto Paba e il Presidente Tomei hanno assicurato il loro sostegno e l’impegno a presentare al Governo e agli enti preposti le proposte di Coldiretti.




