
Da un sondaggio in corso in questi giorni presso i propri associati da parte di Federalberghi, l’Associazione Albergatori di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia, le imprese ricettive reggiane hanno perso nel corso del 2020 il 62% del fatturato e il 59% delle presenze del 2019. Nel corso del 2021 il comparto ha perso poi ancora il 42% del fatturato e il 40% delle presenze dello stesso 2019. Complessivamente, nel biennio 2020-2021 sono andati persi il 52% del fatturato e il 50% delle presenze di un biennio “normale”.
Considerando che l’occupazione media delle imprese ricettive a Reggio Emilia in un anno normale è del 60%, quota che è considerata come quota limite per la sopravvivenza economica di questo tipo di impresa, i dati riportati sopra uniti a quest’ultimo parametro significano che esse hanno lavorato con un’occupazione media del 25% nel 2020 e del 36% nel 2021: cioè gli alberghi erano vuoti per oltre i tre quarti nel 2020 e per i due terzi nel 2021.
«In questo momento il green pass rafforzato è un ulteriore ostacolo per l’arrivo di ospiti nelle strutture ricettive -spiega la presidente di Federalberghi Reggio Emilia Francesca Lombardini- sia perché non tutti i vaccini sono riconosciuti dal Governo italiano, sia perchè gli ospiti extraeuropei anche quando perfettamente vaccinati e dotati di certificazione idonea non avendo il green pass europeo si vedono respingere spesso quando accedono a servizi anche elementari quali bar, tabaccherie e ristoranti. Come se non bastasse, subiamo un pesantissimo rincaro delle bollette: segna un +60% la bolletta energetica di un hotel. Imu e Tari, infine, sono a pieno regime come se fosse tutto normale. A fronte di tutto questo i nuovi aiuti del Governo per il settore sono briciole».




