
Un quadro di incertezza a cui si aggiungono il rallentamento del commercio mondiale da un lato e, dall’altro, i continui aumenti dei tassi di interesse con ricadute negative su consumi, credito e investimenti. Su base nazionale poi, le restrizioni del reddito di cittadinanza, a regime, potrebbero portare ad una riduzione dei consumi di circa 1 miliardo di euro l’anno, se non ci sarà una compensazione dal punto di vista dell’occupazione. Anche per la provincia di Modena, i primi dati congiunturali della CCIAA relativi al primo semestre evidenziano una situazione complessa e differenziata nei diversi comparti, con la metalmeccanica e il biomedicale che continuano a trainare la crescita ma con settori che presentano una dinamica di criticità. Nel terziario si confermano più dinamici i comparti alloggio e ristorazione e i servizi alle persone che mostrano rispettivamente incrementi di fatturato del +8,2% e +5,6%, mentre il commercio al minuto, dopo la flessione delle vendite registrata nel semestre precedente, evidenzia sì una ripresa delle vendite a valori (+3,9%) ma, considerate le medie inflattive, la variazione tendenziale del fatturato in volumi continua ad evidenziare criticità, come pure il commercio all’ingrosso (+0,3%) e i servizi alle imprese (+2,4%).
“Sarà cruciale, nei prossimi mesi, mettere in campo interventi di sostegno alla domanda interna, la cui ripresa è prioritaria per evitare scenari di crescita zero o addirittura recessivi – commenta Mauro Rossi, Presidente Provinciale Confesercenti Modena. In particolare le imprese del dettaglio tradizionale devono essere sostenute con interventi che ne migliorino la competitività e permettano loro di agire in un quadro normativo che non le penalizzi, come avviene da decenni. Per i piccoli esercizi commerciali, infatti, le vendite continuano a segnare il passo rispetto alla grande distribuzione, in particolare rispetto agli hard discount, ed a subire la concorrenza sleale delle grandi piattaforme online” conclude Rossi.




