Confapi Emilia riprende e rilancia con forza l’allarme di Unionchimica Confapi sulla drammatica situazione della filiera delle materie plastiche e dei prodotti chimici. Le tensioni
geopolitiche in Medio Oriente stanno innescando una “tempesta perfetta”: aumenti vertiginosi dei costi delle materie prime e una crescente difficoltà negli approvvigionamenti che minacciano la tenuta del sistema produttivo locale.
Lo scenario: rincari fuori controllo e speculazioni
Tra febbraio e marzo 2026, il mercato ha registrato una scossa violenta con impatti diretti sulla redditività delle imprese:
• Polimeri in granuli: aumenti dal 25% al 70%.
• Resine: rialzi tra il 12% e il 35%, con ricadute immediate su tutti i prodotti derivati.
• Effetto riciclo: l’impennata dei prezzi ha travolto anche i rigranulati, annullando di fatto il
vantaggio economico dell’economia circolare.
“Gli aumenti eccezionali dei prezzi e le difficoltà sul fronte degli approvvigionamenti prospettano un serio rischio di shortage con effetti a catena lungo tutta la filiera – dichiara Alberto Meschieri, Presidente di Confapi Emilia – Siamo di fronte a una crisi operativa e finanziaria, con un’oggettiva difficoltà nel pianificare la produzione anche a brevissimo termine e una forte erosione dei margini che mette a rischio la continuità operativa”.
La testimonianza: la sfida quotidiana delle imprese
La crisi colpisce duramente il cuore del distretto produttivo. Fabio Barbieri di Interdamo srl,
associato Confapi Emilia, descrive la situazione limite che sta attraversando: “I fornitori hanno revocato improvvisamente le conferme su merce e prezzi. Siamo arrivati a esaurire le scorte di polietilene, ricorrendo a distributori occasionali per non fermare le macchine. Al ripristino della disponibilità, abbiamo subito un rincaro del 45%, una cifra assurda che siamo stati costretti ad accettare per garantire il lavoro. Oggi la nostra programmazione è diventata una sfida quotidiana basata sull’incertezza”.
Le richieste urgenti di Unionchimica
Data la natura strategica del settore chimico, coinvolto in quasi tutti i comparti industriali,
Unionchimica e Confapi Emilia sollecitano interventi immediati a livello nazionale ed europeo:
- Monitoraggio costante dell’andamento dei prezzi per contrastare fenomeni speculativi.
- Misure straordinarie a sostegno della liquidità aziendale.
- Interventi per la continuità degli approvvigionamenti.
- Sterilizzazione dei costi energetici e dei trasporti, che incidono pesantemente sulla
produttività.
La filiera della trasformazione delle materie plastiche svolge un ruolo cruciale per l’economia del Paese; un suo rallentamento avrebbe effetti diretti e rapidi su tutta l’industria e, inevitabilmente, sui consumatori finale.
“In questa situazione occorre essere pratici e pragmatici al tempo stesso, senza pretendere soluzioni al di fuori delle nostre possibilità. Chiediamo pertanto risposte concrete rapide ed eccezionali, tra le quali includerei quelle che ha ben funzionato nel periodo della pandemia, ovvero una moratoria su imposte e finanziamenti per mitigare temporaneamente i costi delle materie prime. Ma occorre poi rivedere il sistema di approvvigionamento e le catene di fornitura che devono tornare ad essere riportate in Europa”, conclude Meschieri.




